La Villa dell'Avvocato

 

Ciao Scheletrine e Scheletrini! In questa esplorazione vi porto a La Villa dell’Avvocato, una grande casa abbandonata ricca di fascino appartenente prima a un avvocato, poi a un ingegnere (l’ho capito dai numerosi documenti sparpagliati per l’edificio).

Storia della Villa dell’Avvocato

In origine questa abitazione era un castello risalente al XII secolo, ha una superficie di 2200 mq e ha un parco che si estende per 19 mila.

Si tratta del Castello di M. (preferisco non divulgare il nome per rispettare la privacy degli ex proprietari) e il nome del luogo apparve per la prima volta in un documento di una permuta di 200 pertiche di terra risalente all’888.

Nel 1072 la località apparteneva all’abate di S. S. e ad altri monasteri, ma venne poi distrutto dal Re Enzio. Da questo momento le notizie sono pressoché scarse.

Nel 1486 il feudo apparteneva ai Radini T. e nel 1503 un componente della famiglia, Giovanni, chiese il permesso al Re Luigi XII di ricostruire l’edificio perchè pericolante.

Nel 1696 il feudo passò in mano ai Novati, ma il castello rimase ancora in mano ai Radini T. fino al 1916.

La struttura è attualmente in mano agli eredi di un nobiluomo, di cui si trovano numerosi documenti, molti dei quali molto antichi e appartenenti ai primi del 900 e al Fascismo.

Attualmente la stanza più bella della Villa dell’Avvocato è quella contente tutti i vecchi libri.

Foto

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Video

 

 

La Villa dell’Avvocato come entrare

Anche se l’accesso a questa casa è davvero molto semplice, la struttura è molto fatiscente e in procinto di crolla, quindi prestate molta attenzione e indossate un paio di scarponcini adatti.

Evitate di parcheggiare la tua auto davanti alla Villa dell’Avvocato per la presenza di vicini. Se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo sui vostri social e diffondete il verbo della Maletita.

 

 

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