Cotonificio Cantoni Castellanza

Ciao Scheletrine e Scheletrini! In questa esplorazione vi porto al Cotonificio Cantoni Castellanza, un altro fantastico esempio di archeologia industriale che non fa mai male. Quindi siete pronti in questo viaggio tra mille stoffe colorate?

La sede che ho esplorato io si trova in Via Jucker a Legnano, a pochi metri dal Gran Casa ed è stata una sede distaccata

 

Cotonificio Cantoni Castellanza storia

Il Cotonificio Cantoni Castellanza è stato fondato dall’omonima famiglia del 1830 ed è stato uno dei più autorevoli in Italia.

Ha registrato un grande successo tra il 1830 e il 1840, mentre negli anni a seguire dovette affrontare una grave crisi causata dal collasso dell’economia lombarda per via dell’invasione austriaca.

I segni di ripresa iniziarono solo nel 1871, quando Eugenio Cantoni, figlio del fondatore, cambiò il nome dell’azienda in Società Anonima Cotonificio Cantoni, facendola così diventare la prima impresa cotoniera in Società per Azione e ad essere quotata in Borsa a Milano.

Quando la direzione della società passò a Vincenzo Terruggia e a Pietro Soldini, il Cotonificio continuò ad espandersi e grazie a quest’ultimo i suoi tessuti vennero esportati in ogni parte del mondo.

Nel cotonificio che ho esplorato io, sito in Via Jucker a Legnano (il navigatore segnava Castellanza e mi ha fatta confondere) venivano prodotte tutte le tipologie di tessuti come velluti, cotoni e via discorrendo.

Ha chiuso i battenti nel 1984, ma durante l’esplorazione ho trovato numerosi calendari su cui erano riportate date diverse; può essere che siano stati lasciati da persone senza fissa dimora, ma non ci è dato sapere.

Per quanto riguarda la chiusura, non sono riuscita a capire precisamente l’anno, visto che all’interno della fabbrica ho trovato diversi calendari in cui erano riportate date molto diversi.

 

Cotonificio Castellanza testimonianze

Sul gruppo Facebook chiamato Amici dell’Olona, qualche utente mi ha fornito delle preziose testimonianze, tra cui:

– Lilia: sua mamma, essendo maestra, aveva il compito di gestire 40 telai e le donne lavoravano su turni, anche notturni. Tanta fatica e tanto rumore. Sebbene fosse stato offerto un posto di lavoro anche a lei, rifiutò per via del gran caldo e perché i topi giravano alla grande. La madre, ogni volta che passava di fronte allo stabilimento, le chiamava ironicamente e con grande malinconia le sue prigioni;

– Teresina: suo marito Sergio iniziò a lavorare presso il cotonificio nel 1968 come assistente tessile, mentre sua figlia Rosaria nel magazzino filati. Il marito lavorava fino all’una di notte e oltre e ha sempre svolto la mansione con passione. Prova molta nostalgia per i tempi passati ed è grata che ha potuto acquistare una casa come dipendente;

 

Foto

Se volete guardare le foto cliccate qui

 

Link

 

Cotonificio Cantoni Castellanza come entrare

Si entra scavalcando un muretto abbattuto, quindi ingresso facile e veloce.

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